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sabato 21 dicembre 2019

#31 - L'ABC della cosa



A come altare
parte della cosa

B come bambino
tenuto in braccio dalla cosa

C come Camilleri
l'autore che parla della cosa

D come doratura 
la decorazione della cosa

E come Egitto
secondo la leggenda, il luogo di provenienza della cosa

F come Fossati
il cantante della cosa

G come gita
il titolo del romanzo che parla della cosa

H come Horus
il figlio si Iside, culto da cui ha origine la cosa

I come icona 
il significato della cosa

L come legno
il materiale della cosa

M come murales
alcune altre rappresentazioni della cosa

N come nave
il mezzo con cui viaggiava la cosa

O come Oropa
il luogo di una delle riproduzioni della cosa

P come preghiera
il linguaggio per la cosa

Q come quadro
altro tipo di rappresentazione della cosa

R come rito
la celebrazione della cosa

S come santuario
la casa della cosa

T come Tindari
il luogo della cosa

U come Ungheria
lo stato in cui si trova un'altra rappresentazione della cosa

V come viaggio
il pellegrinaggio alla cosa

Z come Zingaretti
l'attore che più si avvicina alla cosa

giovedì 5 dicembre 2019

#23 - La cosa nella Letteratura

Filippo Tortorici s'appresentò alle tre e un quarto, tanticchia affannato. Era un omuzzo di cinquantina passata, striminzito, un ciuffetto di capelli proprio in mezzo alla testa, per il resto pelata. Una stampa e una figura con un uccello che Montalbano aveva visto in un documentario sull'Amazzonia.

«Di che mi vuole parlare? Il mio patrone, il signor Malaspina, m'ha ordinato di venire subito da vossia, ma non mi desi spiegazione».
«È stato lei a fare il viaggio Vigàta-Tindari domenica passata?».
«Sissi, io. Quando la ditta organizza queste gite, manda sempre a mia. I clienti mi vogliono e domandano al patrone che ci sia io a guidare. Si fidano, io sono calmo e pacinzioso di natura. Bisogna capirli, sono tutti vecchiareddri con tanti bisogni».
«Ne fate spesso di questi viaggi?».
«Con la stagione bona, almeno una volta ogni quinnici jorna. Ora a Tindari, ora a Erice, ora a Siracusa, ora...».
«I passeggeri sono sempre gli stessi?». «Una decina, sì. Gli altri cangiano».
«Che lei sappia, i signori Alfonso e Margherita Griffo c'erano nel viaggio di domenica?».
«Certo che c'erano! Io ho memoria bona! Ma pirchì mi fa questa domanda?».
«Non lo sa? Sono scomparsi».
«O Madunnuzza santa! Che viene a dire scomparsi?».
«Che dopo quel viaggio non si sono più visti. L'ha detto macati la televisione che il figlio è disperato».
«Non lo sapevo, ci l'assicuro».
«Senta, lei conosceva i Griffo prima della gita?».
«Nonsi, mai visti».
«Allora come fa a dire che i Griffo erano sul pullman?».
«Perché il patrone, prima di partire, mi consegna la lista. E io, prima di partire, faccio l'appello».
«E lo fa macari al ritorno?».
«Certamente! E i Griffo c'erano».
«Mi racconti come si svolgono questi viaggi».
«In genere si parte verso le sette del matino. A seconda delle ore che ci abbisognano per arrivare a distinazione. I viaggiatori sono tutti gente d'età, pensionati, pirsone accussì. Fanno il viaggio non per andare a vìdiri, che saccio, la Madonna nera di Tindari, ma per passare una jornata in compagnia. Mi spiegai? Anziani, vecchi che hanno i figli granni lontani, senza amicizie... Durante il viaggio c'è qualcuno che intrattiene vendendo cose, che saccio, oggetti di casa, coperte... Si arriva sempre a tempo per la santa Missa di mezzojorno. A mangiare vanno in un ristorante con il quale il patrone ha fatto accordo. Il pranzo è compreso nel biglietto. E lo sapi che capita doppo che hanno mangiato?».





Andrea Camilleri, La gita a Tindari, Palermo, Sellerio, 2000, pp. 69-71.

lunedì 4 novembre 2019

#08 - La cosa

Statuetta della Madonna nera

La mia scelta è ricaduta su tale cosa poiché, oltre ad essere oggetto simbolo della città di Tindari, la statuetta della Madonna nera ha sempre suscitato in me tanto interesse e curiosità. Fin da piccolo, nelle molteplici visite alla città di Tindari, sono sempre stato affascinato da questo luogo pregno di arte, storia, devozione, leggende. Se da bambino le leggende a proposito della Madonna nera mi riempivano di stupore, crescendo, la consapevolezza di quanto una semplice statuetta potesse significare tanto per moltissima gente mi ha reso sempre più fiero della conoscenza di questa cosa. Questa statua è infatti centro di pellegrinaggio per i credenti, ma non solo. Anche chi non è vicino alla religione non può non rimanervi affascinato dal simbolismo, dalla sua bellezza estetica, da tutto ciò che sta intorno alla Madonna nera.



#07 - Un film

La gita a Tindari
Risultati immagini per film gita a tindari locandina

Facente parte della celebre serie de "Il commissario Montalbano", La gita a Tindari è un giallo tratto dal romanzo omonimo realizzato dal grande scrittore (recentemente scomparso) Andrea Camilleri, che nella sua vita ha sempre avuto a cuore la città di Tindari. Il libro fa parte della collana La memoria, mentre il film fa il suo esordio su Rai 1 nel 2001.
La regia è di Alberto Sironi ed il protagonista è Luca Zingaretti (nel ruolo del commissario Montalbano).



#06 - Il nome del luogo

Tyndaris 


La città (in greco antico: Τύνδαρις, Tyndaris) prende il nome da Tindaro, mitologico re di Sparta e, secondo la tradizione, padre di Elena. A sua volta, da tale luogo, per motivi devozionali, in onore della Madonna nera, deriva il nome di persona Tindaro (o Tindario).


Fonti: 

https://www.nomix.it/significato-nome/tindaro.php

#05 - Il mito

I laghetti di Marinello

I laghetti di Marinello si trovano ai piedi del promontorio presso cui sorge il Santuario della Madonna Nera. E’ una vasta area di sabbia con alcuni laghetti d’acqua salmastra che si modificano in continuazione per effetto delle maree. Naturalmente ad un fenomeno così strano sono legate leggende che li mettono in rapporto con la Madonna del Tindari che dall’alto domina la zona.
La leggenda narra di una contadina siciliana che con il suo bambino si recò in pellegrinaggio per adorare la Madonna nera e che, rimasta delusa dalla sua vista esclamò:


"Hàju vinutu di luntana via                                           "Sono venuta da lontano
  

  ppi vidiri a una cchiù brutta di mia!"                           per vedere una più brutta di me!"

Subito dopo aver pronunciato tali parole, disperata, si accorse che suo figlio si dibatteva tra le onde del mare al di sotto del promontorio. Sconvolta, si precipitò in mare per afferrare il bambino e più correva verso di lui, più le onde si ritiravano lasciando la spiaggia, fino a quando la donna non riuscì ad afferrare il figlio e a tornare facilmente sulla terraferma. Nasce così la leggenda dei laghetti di Marinello, testimonianza concreta del miracolo avvenuto.






Fonti: 
http://www.corrieredeinebrodi.it/tradizione/leggenda-della-madonna-del-tindari-e-la-nascita-dei-laghetti-di-marinello.html

lunedì 21 ottobre 2019

#01 Il luogo - Tindari



Coordinate: 38° 8′ 44″ N, 15° 2′ 23″ E

Altitudine: 268 m sopra il livello del mare


Tìndari è una frazione di Patti, comune italiano in provincia di Messina, in Sicilia. E' situata su un promontorio costiero che si sporge sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale dei laghetti di Marinello.

La città (in greco antico: Τύνδαρις, Týndaris) venne fondata da Dionisio I di Siracusa nel 396 a.C. come colonia per i mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine.Venne costruita in posizione militarmente favorevole, sulla sommità del promontorio. Conserva il teatro, edificato sul finire del 4° sec. a.C., resti delle mura greche e romane e di case romane.



Fonti: http://www.treccani.it/enciclopedia/capo-tindari/